Linfodrenaggio in gravidanza

Durante i 9 mesi di gestazione anche il sistema circolatorio linfatico subisce notevoli cambiamenti provocando un aumento della ritenzione idrica e la formazione in alcuni casi di edemi.

In gravidanza il massaggio linfatico si rivela, dunque, un ottimo alleato per attenuare questi fastidiosi sintomi e aiutare il corpo ad affrontare al meglio i numerosi cambiamenti ormonali e fisici a cui è sottoposto.

 

I benefici del linfodrenaggio manuale in gravidanza

I benefici apportati sono numerosi. Prima di tutto aiuta a migliorare la circolazione linfatica sia superficiale che profonda; l’aspetto della pelle migliora, il gonfiore viene attenuato e con esso anche la presenza di cellulite.

Oltre a donare un piacevole senso di leggerezza, grazie alla sua azione drenante e defaticante, il massaggio linfatico, se effettuato durante la gravidanza, è molto utile anche in caso di stitichezza e per rinforzare il sistema immunitario, non solo della mamma, ma anche del bimbo.

 

Come praticare il massaggio

Solitamente è consigliabile iniziare le sedute di linfodrenaggio una volta superati i primi tre mesi di gestazione, in quanto molto delicati per lo sviluppo del feto. Una volta superata questa fase è possibile iniziare il ciclo di massaggi, che devono essere sempre eseguiti da un professionista.

I capillari delle donne gravide tendono a essere molto delicati, pertanto il linfodrenaggio, oltre a essere manuale, deve prevedere anche movimenti molto lenti, delicati e superficiali. Normalmente prima di iniziare il massaggio vero e proprio vengono effettuate le “manovre di scarico del collo”.

Queste servono a sbloccare il punto di arrivo di tutta la circolazione linfatica, che si trova appunto all’altezza della fossetta sovraclaveare, prevenendo eventuali gonfiori nella zona del collo.

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